venerdì 22 febbraio 2008

Super Chips

E' passato un po' di tempo dal Super Bowl e mi ero dimenticato di scrivere riguardo a esso. Ebbene, qui abbiamo un po' di americani e arrivato il momento del Super Bowl erano tutti eccitati. Tutti ma proprio tutti, anche le ragazze. Si era creato tra di loro un clima di euforia per quella partita. Curioso per ciò decido di cercare di entrare in questa loro tradizione e viverla appieno con loro. Mi faccio spiegare le regole del gioco, veramente tante, e mi autoconvinco che posso farcela a rimanere sveglio per 4 ore nel bel mezzo della notte solo per vedere uo sport di cui non ho neanche la più pallida idea di come si giochi.
Arriva il momento della partita e gli americani preparano tutto in puro stile USA, tavolo abbondantemente preparato con tutta la merda alimentare producibile dall'uomo, cosa che costò pesanti sacrifici olfattivi nella mia camera il giorno dopo, e tutti i tipi di Sode... Vengono anche tutte le ragazze americane, cosa che comunque mi sosprende visto il fatto che a nessuna ragazza italiana interessa vedere la finale di Champions League di calcio. Ebbene allora incomincio a chiedere a loro come mai sono così interessate e loro mi rispondono che non è la partita in sè ma tutto il contorno che le attrae. Ebbene stanno per iniziare queste 4 ore di partita e, preso dal dubbio, chiedo come mai è così lunga. "La partita èd di un ora e mezza ma le altre 2 ore e mezza sono di pubblicità!", 2 ore e mezza di pubblicità! Incredibile! Chiedo se non saranno annoiati gli americani da ciò e mi rispondono che loro sono lì apposta per quello, della partita non sono troppo interessati. Mi ricordano mia mamma quando mi parlava del Carosello.
Inizia la partita e appunto iniziano anche le pubblicità. I break delle azioni sono lunghissimi, chiedo se è normale e mi dicono che sono fatti apposta per le pubblicità. Sostanzialmente il gioco è in funzione della pubblicità e non il contrario. Stavo guardando 4 ore di pubblicità accompagnate da un poco di football e non il contrario! Vengo oltrepassato da una dolce ondata di allegria cinica quando vedo che nella televisione svedese non passano la tanto aspettata pubblicità a stelle e strisce bensì continui spot del burro scandinavo...
Il gioco alla fine non è male, è molto tattico ed intelligente e mi piace per questo. Però, allo stesso tempo, è facilissimo trovare in campo altri piccoli esempi della cultura americana. Tutti i giocatori hanno sul caschetto una bandiera americana in segno di patriottismo e una cosa che mi attrae è che i due quaterback (il ruolo èiù importante, quello che lancia la palla) sono entrambi di colore mentre praticamente tutto il resto della squadra è di colore. Chiedo agli americani e loro mi confermano che in generale non ci sono troppi quaterback di colore e questo è dovuto al fatto che nel piccolo, quando i piccoli americani iniziano a giocare al football, quasi sempre ragazzi bianchi vengono indirizzati a quel ruolo. Mi spiegano che in passato ciò era dovuto alla credenza popolare che i neri non fossero intelligenti abbastanza per giocare in quel ruolo...
La partita è continua di colpi a sorpresa e come tutti i tipici film di Hollywood si conclude con un touchdown all'ultimo minuto dopo una partita sul filo del rasoio.
Immaginate 4 ore di pubblicità modello Rocco e Amica Chips visti da tutta la nazione...

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